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lunedì 11 maggio 2020

FAKE NEWS


Era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news era una fake news che si trattasse di fake news a proposito della fake news 

lunedì 20 aprile 2020

NON ABBASSARE


Li puniranno per abuso di metafora, quell'epidemia militaresca del non abbassare la guardia



[per contrappasso dovranno recitare in eterno l'ammonimento più inflazionato tenendo la guardia davanti ad uno specchio in cui, minacciosa e progressivamente più logora e tremante, si presenterà la loro immagine riflessa. Chi cederà per primo?]


Non abbassare la guardia o la varietà del vostro lessico?

non abbassare lo sguardo

non abbassare l'attenzione

non abbassare la paura

non abbassarre le serrande

non abbassare i toni

non abbassare l'età media

non abbassarre l'udito

non abbassarre le spese

non abbassarre gli sprechi

non abbassare la soglia

non abbassare lo schermo o non abbassarre l'orizzonte?

non abbassare i contagi

non abbassare le protezioni

non abbassare la sicurezza

non abbassarre la guardia o la difesa immunitaria?

Non abbassare il controllo

non abbassare lo stress

non abbassare la vista

non abbassarre la testa

non abbassarre il volume

non abbassarre il pensiero

non abbassarre la luminosità

non abbassarre la pericolosità

non abbassarre il senso civico o il quoziente intellettivo?

Non abbassarre il numero dei decessi, degli eccessi, dei successi

non abbassarre l'audience

non abbassarre la libertà di movimento ingiustificato

non abbassarre la risoluzione

non abbassarre il dissenso

non abbassarre i pantaloni

non abbassarre i tassi

non abbassarre gli interessi

non abbassarre il tempo necessario

non abbassare le aspettative

non abbassare la tensione

non abbassare l'energia

non abbassare la vita o la salute?

….

martedì 14 aprile 2020

UNASOLAPAROLALUNGACIRCACENTOTRENTASETTESECONDI


chesensohaunaltraimmagineancoramegliounasolaparolalungacircacentotrentasettesecondituttidunfiatoinestricabilecomepuòessereunmantradellaresistenzasenzaeterocertificazioneperdirecheunaltrolinguaggioèpossibileèstatopossibileenonsaràimpossibiletornareacontareiviviinvecechelebaretornareacontarelestelleinvececheicontagiatiecosìdunquesitrattadisdraiarsiaterrainmezzoallapiazzapiùgrandepersorvegliareaboccaapertaeaocchichiusiilmovimentosenzavalidomotivodellenuvoledenunciarelaperditadipossibileausodellinsicurezzanazionalealbuiotuttoèpiùchiaromaadentistrettiriapriamolaboccaprimadituttoperaccoglierelaltruirespiroperannunciarelassembramentosediziosodeipensierietorneremodicertoprimaopoidadovesiamovenutimanonprimadiaverlofattosapereatutticheancoranoicisiamomanoncisiamoancoracapitiavocealtaasintassilabileattiviepartecipicomeunvirusmaconlaconsapevolezzacheunsognocosìnonritornamaipiùenonhalastessaformadiuncomunicatostampanèdiunalistadellaspesanèdicancellochiusoechequestaapneaèlungaquantolavitamaunaltrorespiroètuttorapossibile

lunedì 8 aprile 2019

                                                                                .
















PER SFONDATI MOTIVI






SFRONDATI 












.

lunedì 6 agosto 2018

SIAMO QUI PER RESTARE


Siamo qui per restare

                 per restare sconvolti

                 per restare coinvolti

                 per restare irrisolti

per restare sepolti


Siamo qui per restare insieme

                 per restare soli

                 per restare uniti

                per restare muti

                per restare fermi


per restare


Siamo qui per andarcene

martedì 21 febbraio 2017

CREAZIONE CONTEMPORANEA: NARRATOLOGIA




IL  RACCONTO DEL TERRORE


IL  TERRORE DEL RACCONTO

?







sabato 31 gennaio 2015

EXERESI - farneticazioni e cut-up

Ho visto qualcuno rompere un vaso prezioso per volerlo togliere dal posto dove sarebbe stato tranquillamente almeno altro mezzo anno, in quanto aveva paura che un giorno potesse essere rovesciato. 


EXERESI – farneticazioni lucide. Un cut-up in mano all'imponderabile.
Per darci un taglio. Netto, transgenerazionale, interdisciplinare, ai simboli sacrificali.
Digressioni e fughe da un gesto perentorio
appunti senza sutura tra Bataille, Ignazio di Loyola, Jo Spence, Ivan Illich, Deena Metzger, Lichtenberg, Santa Caterina da Siena, Charles Manson, Von Kleist, Fontana, Grotowski



Affinità e divergenze tra Sant'Agata e Angelina Jolie, tra passione religiosa e nemesi medica

E tu che cosa preferisci? Preparare i rimedi contro i danni che potranno venire, o lasciare che il male si compia?

Oh Signore, ella dunque vorrebbe fare prima ciò che il male vorrebbe fare di lei con il suo corpo. Angelina, che cosa vorresti? Prepararti le reliquie in anticipo? Preparatemi due femori, due gambe e una mammella? Non ti sembra ridicolo tutto questo?

Sulle declinazioni senza declino del fanatismo. Dal terrorismo religioso a quello diagnostico, passando per le pratiche e le pretese del controllo dei corpi e delle anime.

Narriamo la storia della passione della beatissima vergine e martire Agata, che soffrì nella provincia di Sicilia, nella città di Catania, il giorno delle none di Febbraio, al tempo di Decio imperatore, quando egli fu Console per la terza volta

Non è bello poter decidere? Non è bello poter recidere?

Narriamo la storia della passione della beatissima star hollywoodiana e martire della prevenzione Angelina, che soffrì nella città degli angeli, dalle calende di Febbraio a quelle di Maggio, al tempo di Barack Obama presidente per la seconda volta


Siamo convinti di esserci protetti nel migliore dei modi e poi una mattina usciamo di casa, ci cade un mattone sulla testa e la festa è bell'e che finita

Tutti i ragionamenti sull'avvenire sono criminali, perché impediscono la distruzione pura e semplice... 

Non ti preoccupare, se non va bene possiamo tagliare: la pratica dell'editing, per la salute della confezione. Il montaggio come operazione sul corpo del film o della traccia sonora.

Caudectomia: un taglio anche alla coda migliore degli amici.

La ritualizzazione della crisi, un carattere generale della società morbosa. Colui che ha il compito di dominare la morte cessa di essere una persona comune

Non gli sembrava così grave tagliarsi un dito dopo aver avuto più volte l'idea di suicidarsi

Il segno lasciato nei campi è solo un ricordo del danno ben maggiore procurato dal barone al villaggio devastato dalla sua caccia

Narriamo l'ossessione del terzo incomodo, tra angelo della salvezza, infermiere alle prese con le brighe della deontologia, carnefice che agisce per divino sentito dire. Deus ex machina e metafora in carne e ossa.

Attesa di un'operazione. Due letti. Lento crescendo fino al momento in cui le due “pazienti” dovranno essere portate via.

Finale: l'infermiere-carnefice porta via i letti. Fan in delirio prima che AJ esca, fedeli in delirio prima che la statua della santa esca.


Conta l'idea. Basta un taglio. Exeresi: asportazione di un organo in toto.

I rami morti, ammalati o danneggiati devono essere rimossi con sollecitudine

Blasfemie: Angelina come l'attore santo (grotowski): denudarsi d'un intimo vero nascosto...

Sacrificio: la liberazione dal calcolo contro il calcolo razionale, estremo egoismo??

Voi inventate storie. tutti immaginano qualcosa e poi lo proiettano …

Ho fatto un sogno, tu mi salvavi (Agata si rivolge a Dio)

Bisogna firmare l'autorizzazione, il consenso

ci vuole una liberatoria!

Io autorizzo al mio mal-trattamento. (il fine ingiustificabile dei mezzi)

Io do il mio consenso???

Ci accorgiamo che eravamo interi solo una volta divisi.

Ho fatto un sogno, mi salvavate dal mio futuro (Angelina si rivolge ai medici)
io non penso come voi. voi date un'importanza alle vostre vite
io sono un riflesso di ognuno di voi
mi siedo e vi osservo dal nulla e non ho nulla in mente, nessuna malizia, nessuna lamentela.
ma voi continuate a giocare il gioco del denaro

e poi gli spiegate che cosa devono fare nella speranza che escano e lo facciano, cosicche' voi possiate giocare il vostro gioco con loro. e allora gli date attenzione, perche? non date a loro niente del vostro amore....

Tagliare è innanzitutto dividere: in parti diseguali. Separare la vita dalla morte.

MA VA BENE, VA TUTTO BENE, NON FA DAVVERO NESSUNA DIFFERENZA PERCHE' COMUNQUE STIAMO ANDANDO TUTTI NELLO STESSO POSTO.



La potenza del combattimento si compie nel silenzio di ogni azione

entro nella pace come in un ignoto oscuro

io cado in questo ignoto oscuro

divento io stesso questo ignoto oscuro

Io sono la gioia davanti alla morte

la gioia davanti alla morte mi porta
la gioia davanti alla morte mi precipita
la gioia davanti alla morte mi annienta

mi perdo così lentamente in uno spazio inintellegibile e senza fondo
io raggiungo il fondo dei mondi
io sono roso dalla morte
io sono roso dalla febbre
io sono assorbito nello spazio scuro
io sono annientato nella gioia davanti alla morte

portatemi via
portatemi via

Non so chi sono. io sono chiunque voi mi facciate, ma ciò che volete è un demonio... voi riflettete su di me quello che siete all'interno di voi stessi. voi siete riflessi di tutto quello che credete di sapere, di tutto quello che vi è stato insegnato.

La verità è adesso, la verità è proprio qui. la verità è questo minuto, e noi esistiamo in questo minuto.

NON POTETE PROVARE OGGI QUELLO CHE ACCADDE IERI, VI OCCUPEREBBE TUTTO IL GIORNO E POI SAREBBE DOMANI...

quello che mi nutre mi distrugge

Blasfemie: pensare a come potesse cacare Sant'Agata dentro la cella di reclusione

quod me nutrit me destruit

non voglio essere paziente...ho bisogno che tutto si compia, adesso...

L'esecuzione sistematica di controlli diagnostici su vaste popolazioni garantisce al medico ricercatore un'ampia base da cui attingere i casi che meglio si adattano ai sistemi di cura esistenti o che sono più utili per portare avanti le indagini, servano o no le terapie a guarire o a dare sollievo. ma mentre avviene questo, le persone si rafforzano nell'idea di essere delle macchine la cui durata dipende dalle visite all'officina di manutenzione, e sono così non solo obbligate ma trascinate a pagare perché la corporazione medica possa fare i suoi studi di mercato e sviluppare la sua attività commerciale.

VI GUARDO E DICO: OK, SE VOI FOSTE VERI MI ANDREBBE BENE; MA VOI NON MI SEMBRATE VERI. VOI MI SEMBRATE UN COMPOSTO DI CIÓ CHE QUALCUNO VI HA DETTO CHE SIETE. VOI VIVETE PER LE OPINIIONI DEGLI ALTRI E MOSTRATE IL DOLORE SUL VOSTRO VOLTO, NON SIETE SICURI DI COME SIETE E VI CHIEDETE SE SEMBRATE A POSTO.
E IO VI GUARDO E DICO: MI SEMBRATE A POSTO. E VOI MI GUARDATE E DITE: TU NON CI SEMBRI A POSTO.

LA DIAGNOSI, SEMPRE, AGGRAVA LO STRESS, STABILISCE UNA INCAPACITA', impone inattività, concentra i pensieri del soggetto sulla non-guarigione, sull'incertezza e sulla sua dipendenza da futuri ritrovati medici: tutte cose che equivalgono a una perdita di autonomia nella determinazione di sé.

Trovare energie supplementari

NON SI TRATTA DI QUELLO CHE DICEVAMO, MA DI QUELLO CHE QUALCUNO PENSA CHE NOI ABBIAMO DETTO.

Tu farnetichi

chi è che decide per te?

POTARE PER CRESCERE, potare per sopravvivere

COLPA DEL SOLE! Mi nutre e mi uccide.

l'operazione dell'asportazione da atto di resistenza a volontario affidarsi

Tutto ciò che esiste distuggendosi, consumando e morendo, ogni istante non producendosi che nell'annientamento di quello che precede e non esistendo lui stesso che ferito a morte.

Io stesso distruggendomi e consumandomi senza posa in me stesso in una grande festa di sangue

mi immagino l'istante glaciale della mia propria morte

Le ferite da potatura costituiscono una potenziale via di penetrazione di agenti patogeni. E’ necessario pertanto effettuare tagli netti utilizzando lame affilate e sterilizzate. Il taglio definitivo dovrà risultare pulito, senza alcuna slabbratura

devo farlo, devo farlo, le probabilità sono troppo alte

mi dicono che toccherà anche a me

Passeggiava il mattino dell'undici dicembre sul boulevard Menilmontant quando arrivato all'altezza di Père Lachaise, si mise a fissare il sole, e, ricevendo dai suoi raggi l'ordine imperativo di tagliarsi un dito, senza esitare, senza sentire alcun dolore, afferrò tra i suoi denti il suo indice sinistro, sezionando successivamente la pelle, i tendini flessori ed estensori, i legamenti articolari a livello dell'articolazione falango-falangina, torse con la sua mano destra l'estremità del suo indice sinistro cosi lacerato e lo staccò completamente.

dimmi cosa devo fare
dimmi come disfarmi di loro
dimmi come resistere

[loro, quelli che la operano, i suoi carnefici, le si avvicinano]

stia tranquilla, lo facciamo per il suo bene

non ci diciamo molto. Non sappiamo come dircelo che ci vogliamo bene

siamo qui per perdere l'equilibrio

Di fatto, è necessario essere consapevoli che l’atto cesorio stabilisce ed instaura un meccanismo impossibile da interrompere: la scomposta reazione della vegetazione al taglio produce con il tempo una disordinata quantità di rami che obbliga a ricorrere periodicamente alla cesura.



lunedì 19 gennaio 2015

QUESTA VITA, UN DUPLICATO




QUESTA VITA
SEMBRA ESSERE 
UN DUPLICATO
DI UN'ALTRA VITA
GIÀ PRESENTE
NEL CATALOGO

sabato 27 aprile 2013

PRENDERE/PERDERE


Avete paura di me o di Napolitano?? mi chiedeva il barcollante dagli occhi bucati, con atto di sfida ubriaca, mentre aspettavamo il 913 o qualunque altro attardato bus in direzione via Fani

Avete intenzione di prendere il palazzo anche voi?!

Io mi dicevo che prendono piede queste idee quando non resta più niente da perdere....

non c'è linea né coincidenza che tenga, non c'è orario, non c'è costituzione
gli eletti sono i rappresentanti della nostra umiliazione
contrappasso della misera ignavia d'un pedone dello Stato, uno di quelli che aspetta che sia un (inter)mezzo pubblico a fargli (prendere/perdere la) strada

Prendere l'autobus o prendere il palazzo??

prendere tempo

prendere il volo

prendere il volere

prendere tutto ciò che abbiamo da perdere

prendiamoci in giro

prendiamoci per mano, prendiamoci il potere


domenica 6 gennaio 2013

RI-SCUOTERE


Riscuotere tempo agli accomodanti

Dite a chi passa a ri-chiedere
che non ci sono
che ci sono stato troppo a lungo
e che adesso non ci sto più

ditegli di accomodarsi
che non ci sono
che ci sono stato troppo poco
e che adesso non ci sto ancora

ditegli di andarsene
che non ci sono
che forse un tempo ci sono stato
e che adesso non so dove trovarmi

(è sempre da chi è già scosso che gli esatti e i regolati vanno a riscuotere. Passano a scrollargli il capo, a svuotargli lo stomaco, a sottrarne risorse. Poi si dirà che è per forza di cose che è dallo scosso che parte la riscossa)

domenica 7 ottobre 2012

ERRORISTA

Essere un errorista, terrorizzare il giudizio, disinnescare la strategia, eludere la previdenza
Teorizzare l'errore, farne il miglior cattivo uso quando occorre, della sua potenzialità incendiaria premunirsene per ogni valicamento semantico.
Ci si cade dentro, in questo occorrente necessario della distorsione si fa esperienza dello scarto dall'ovvio della norma.
Errare in oltre e oltretutto, in tutta la polisemia dell'essere (venuto meno alla prudenza)


venerdì 20 luglio 2012

CORTOCIRCUITO





Quando la vita prende il sopravvento sul discorso che su di lei ci si attarda a fare e rifare, si chiude per deliberata nulla resistenza al percorso già tracciato. Si svia dalle consegne. Da latore del messaggio della propria esistenza si diventa datore della stessa. Senza lavoro. Solo per erosione dei margini, dei confini, dei sensi, dei fini. Non ci si (im)pongono più dei vincoli, la corrente ci trapassa, ogni standard è spacciato.

mercoledì 7 marzo 2012

MEMORIE DI UNA TESTA GHIACCIATA




Memorie di una testa ghiacciata, tra un sindaco da spalare e un'esondazione linguistica da fronteggiare: l'emergenza è il venire a galla, in superficie, del sommerso, l'emersione brusca dallo stato di normalità, vera calamità naturale dei nostri animi. Portare le catene a bordo, non permetterci più di sentirci liberi e svincolati. Indossarle queste precauzioni. D'ora in poi anche in caso di sole, di vento, di cielo stellato. Campi bianchi, conti in rosso. Auto blu. Neve nera.

Memorie riaffiorate rimescolate dopo un lungo disgelo, fuori stagione, felicemente fuori tempo massimo, ora che l'agenda setting dell'infotainment ha già virato altrove. Calamità invernale, gelo del pensiero, pattinaggio su marciapiedi, suore in allarme, sono le tonache che rischiano di cambiar colore. Spalare, grattare, ripulire. Potare i rami spezzatisi. Tranciarne il corso. I più deboli hanno ceduto al peso delle pesanti precipitazione.

Gli impianti di risalita da un immaginario apocalittico sono al momento inagibili. Ruspe e rimozioni forzate degli impegni, degli eventi, degli appuntamenti. Non sentire più l'estremità di mani e piedi. Pericoli anche a quote basse. Scivolare sui propri passi. Rallentare. Le bufere, si sa, si abbattono principalmente sugli abbattuti, e qui non è a grandi alberi che ci si riferisce. La protezione dal civile ci farà riconciliare con la violenza della natura.  

mercoledì 29 febbraio 2012

IDENTIKILL



Identità. Una mancanza. Un tentativo di rineg(ozi)azione. Sono un automorfismo o sono uguale a nessuno? Rito individuale e collettivo del mettersi allo specchio, per cercarsi o per sparire meglio, predisponendo vanamente e secondo indicazioni e suggerimenti eterodiretti il miglior peggiore kit esistenziale, quello dentro il quale inquadrarsi, nel tentativo di riconoscersi (parte di) sé stessi, in ogni luogo, in ogni tempo, dimostrandosi la propria assenza, l'integrità sempre transitoria del proprio essere. Non si è mai abbastanza attenti riguardo la faccia (o l'inter-faccia) da presentare. Mai abbastanza pronti. Un'accozzaglia spazio-temporale, frammenti che non coincidono, ma si sovrappongono nel non trovarsi, nel non appartenersi.  

domenica 6 novembre 2011

Apparati di Ri-produzione


Ognuno va per conto suo, per la sua mancata strada. Non c'è coralità, non c'è sacralità.

Apparati diversi governati e presumibilmente tenuti insieme da un governo centrale che ha perso il controllo a furia di decentramenti, delocalizzazioni e federalismi dell'Io. Un governo la cui sede pare variare da persona a persona: il cervello o il cuore o la pancia o i piedi o il cazzo.

Ognuno fa la sua parte? Perché nessuno più fa la sua parte?
Perché è così difficile farsi da parte, dopo aversela data una propria maledetta parte?
Brutte figure senza retorica. Metonimie di membra. La parte per il tutto, per un tutto che non c'è.
Perché non si sa più di cosa si è parte, né quando si parte o da cosa lo si fa.

Inconcepibili. Manchiamo di qualcosa. Sento che mi manca qualcosa. Mi sento mancante. Non completo. Complesso edipico, angoscia di castrazione. La mancanza come molla. La bambina segnata da un complesso di inferiorità.

Mutilati. Evirati della nostra fertilità. Tranciati di netto. Membri mancanti di questa società. Mancanti di socialità. Privati di istinti.

Ri-prodotti. Una copia unica della catena di montaggio umana. Spettacolo riprodotto in tutte le salse e in tutti i formati. Che trucchi usi tu per ripeterti?

L'apparato riproduttivo e le regole dell'attrazione, della repulsione, del rifiuto. Fiutare altrove qualcosa che ti piace di più. Un impossibile penetration test per gli animi, tra la necessità di entrare e quella di accogliere. Sbirciando tra i buchi caduti in rete, I'm not superficial, I like penetration.

Fonte prima e ultima di pulsioni e di tabù. Assillo d'ogni discorso di congreghe ormonali, chiodo fisso e punto estremo di piacere, tenerezza, pudore e intimità. D'animalità. L'origine del mondo è in quest'incastro tra cavità da far combaciare. Ossessione tutta carnale da penetrare e reiterare. Detonatore di relazioni, voracità bestiale e dolce approdo femminile. Tra derive platoniche, pretese angeliche e aberrazioni pornografiche. L'oggetto del desiderio per eccellenza, per eccedenza, fin lì dove appunto per smodata coazione a ripetere è il desiderio stesso a venir meno.

Generati, non creati. E vogliamo ri-generarci e ri-crearci ogni volta. Aspettando sempre l'ora della ri-creazione perché insoddisfatti dello stato attuale. Aspettando il break sempiterno, la salvifica idiozia, la merenda edonistica di cui cibarci per depensare un po' e tralasciare ingurgitandone tutte le turbe più nere e cupe.

L'ora della ricreazione in cui rifarsi. Dei torti subiti dalla fatica del lavoro. L'ora in cui rimodellarsi a immagine e somiglianza delle nostre ben odiate mal trattate intenzioni. Vendicarsi di madre natura ricomponendoci artificialmente a piacimento, supremo delitto della nostra galoppante immaginazione.

[consentimi di venire dentro te, da te, con te]

Tra piacere e godere, diatribe e dicotomie concrete, tra dipendenze e astinenze: testa/corpo; amore/sesso; soggetto/oggetto. Ancora ammutinamenti: chi è tra loro che decide?  

domenica 28 agosto 2011

Posti Precari



Passeggeri precari di questo tragitto digitalmente compromesso, senza posto (a sedere) in questo viaggio alquanto manomesso, flessibili nel piegarsi di ginocchia e di volontà, irriducibili smobilitatori di incerte energie.
Posti precari, non assegnabili, rassegnati a essere di nessuno. Né impiegati né dipendenti né tanto meno liberi professionisti.
Identità precarie sovrapposte sdoppiate e sinestetiche, in cerca di fusione e di moltiplicazione d'orizzonti più che di impieghi.
Siamo assunti e non lo sappiamo. C'è una parte di noi che paga ad insaputa delle nostre tasche.


lunedì 18 aprile 2011

La deriva dei sentimenti

La deriva dei sentimenti, 
continenti ad alto rischio sismico
terremoti emozionali
ad imprevedibilità sovrana

Placche tettoniche di rilevante perturbabilità
instabili fragorose eccezionali violente e inaspettate
come quel che si muove dentro le viscere terrestri.

Zolle vaganti nel gran mare del degenere umano
pronte a scontrarsi contrite e rugose
l'un contro l'altra
l'altra contro nessuno


venerdì 5 novembre 2010

DisDire


Una dis-fatta quella del dis-dire, una disdetta che all'agire si applica come vendetta. Ritornare sui propri passi per malefatte della volontà più improvvida.

No, non centrava niente questo preambolo nel dis-dicevole percorso che vado qui inaugurando. No.


Disdicevole insomma il disdirsi prima d'essersi detti. L'appuntarsi con la mente a un dato traguardo e poi accorgersi preventivamente interdetti. Rinviati o annullati a data da cestinarsi. Poiché tra il dire e il fare c'è di mezzo tutto un mare in cui negare di non dover per forza annegare.


DIS DIRE


disabitato

distratto

disfatto

disabituato

dissennato

disancorato

dissestato

disarcionato

dissimile

disturbato

disimpegnato

disarticolato

disilluso

disincantato

disteso

disanimato

disamorato

disinibito

disagiato

disinformato

disabilitato

disorientato

disordinato

distolto


DIS DETTO

giovedì 24 giugno 2010

Io non sono chi so

Io non so chi sono, io non sono chi so. io non so, io non sono. io sono io. sono io io? Non sono io. Io sono chi non so. Chi non so io sono. Chi sono io non so. Non so chi sono io. Smantellamento dell'identità. Si prova ad esser diversi e, nel ri-dirsi, nel de-finirsi e nel ri-scriversi, si finisce col ripetere sempre la stessa frase, la stessa fase. Declinarsi per rallentare il declino, prendere tempo cercandosi, fare del sé una (sov)versione comica.

sabato 1 maggio 2010

Ad uso ufficio


Affittasi menti ad uso ufficio

Verrà allora il tempo di quella segretaria personale che cerchiamo fin dal principio, colei a cui delegare i nostri stanchi e infastiditi passi tra gli animali sociali, tra sveglie scontrini file cordialità cerimonie appuntamenti scadenze pegni e impegni.

Verrà e si presenterà con zelo: Io sono il vostro Tom Tom esistenziale, provvedo ai vostri disorientamenti, li acutizzo o li allevio secondo la vostra (mancanza di) volontà. Io sono la vostra voltapagine, colei che, quando si tratta di operare una svolta, sa scegliere il momento giusto. Io sono colei che non vi riporterà all'ordine pre-costituito se state felicemente deragliando altrove. Io non verrò a cercarvi se vorrete non esserci.


Cedesi lamenti senza sacrificio. Ma sì, occupiamoci anche dei meno sfortunati per una volta. Guardiamo in alto, miriamo bene, scegliamo il bersaglio con cura. E poi spariamo. Ragionevolmente e con tutta l'assennatezza che le ore notturne portano al seguito.