giovedì 6 agosto 2009
sabato 1 agosto 2009
Allenamenti per inadempienti
Pratiche quotidiane d'allenamento. D'allentamento. Di lento cedimento.
Esercizio fisico in quantità minima ed essenziale per gli scontenti e i delusi, gli annoiati e gli sconsolati.
Per quelli con le ali spezzate e quelli con le quotazioni deprezzate.
Per i non corrisposti e gli indisposti. Per chi s'aspettava quello che non poteva mai arrivare.
Per i dimissionari e i sopraffatti.
Per gli estraniati e per le anime alla deriva.
Per quelli che restano a guardare e per quelli che non vedono l'ora di fuggire.
Allargar le braccia
Alzar le spalle
Levare gli occhi al cielo
Piegarsi in due
Spezzarsi il cuore
Scuotere il capo
Sbuffare (soffiare aria lentamente fuori dalla bocca)
Sospirare
Aggrottare le sopracciglia
Mordersi le labbra
giovedì 30 luglio 2009
Parentesi

Sam ha capito d'esser stato solo una parentesi.
Di quelle che forse non incidono minimamente sul senso del discorso.
Di quelle ampiamente tralasciabili una volta che diventa necessario lasciar spazio al corpo centrale del testo.
Di quelle che si possono facilmente eliminare, allorquando se ne constata l'eccedenza e la non corrispondenza con tutto il resto.
Sam ha capito d'esser stato una divagazione, di quelle che alleggeriscono per un tempo già stimato limitato le proprie faccende vitali, permettendo d'immettersi in mondi diversi: la favola, il sogno, la vacanza dal pensiero terreno.
Sam ha capito d'esser stato solo una digressione, di quelle che a volte affascinano il lettore - instradandolo verso opportunità altre rispetto a ciò che la narrazione aveva fino ad allora svelato o facendolo affondare fino al più dettagliato anfratto di ciò che si va analizzando – ma che poi finiscono solo per dis-trarre dalla propria progettata via d'uscita dall'instabilità.
Sam ha capito d'esser stato una nota a margine, di quelle che ti segnalano l'esistenza di un'altra vita possibile, di quelle che ti stimolano ad una ricerca più minuziosa degli ingredienti in campo, ma che poi il più delle volte è preferibile ignorare, per non crearsi un ulteriore impaccio sul cammino rapido che porta ad una fine serena del libro o della vita.
domenica 26 luglio 2009
Divieto di sosta e fermata

Una battaglia si compie giornalmente.
Tra l' autoritario emblema della frenesia metropolitana, di quella logorante fretta che porta all'accelerazione costante delle proprie azioni, concorrendo nello stesso tempo ad un accorciarsi inevitabile delle aspettative vitali, e l'invisibile baluardo della lentezza, scelta necessaria e consapevole d'una de-crescita alla portata di tutti coloro che corteggiano lo spazio della contemplazione, il momento della riflessione.
È davanti tale segnale che l'uomo sembra farsi definitivamente macchina ed ingranaggio nelle mani del più pericoloso efficientismo, timoroso che un ritardo o un intoppo di troppo possano negargli l'accesso al più dorato dei parcheggi.
Ma poi, partigiani dell'uno o dell'altro atteggiamento, per tutti l'unica pausa certa arriva alla fine.
E lì la multa da pagare è salata.
Si perde la vita e non c'è possibilità alcuna di ricorso o di rimborso.
lunedì 20 luglio 2009
Dare la precedenza

Dare la precedenza.
A chi? A che cosa? A te stesso o al mondo che ti circonda? A chi ti consiglia o a chi ti scompiglia?
Da quale lato voltarti prima di iniziare?
A chi tocca adesso?
L'intramontabile ed aggrovigliato dibattito su quali possano essere le gerarchie e le priorità guida la sclerotizzata meccanica dei nostri passi e delle nostre scelte.
Il rischio dell'assolutismo ed il gelo del misurato relativismo.
Dal “È tanto importante che mi son dimenticato di farlo fino al “Non me ne sono mai accorto” il passo è breve e la punizione implacabile.
Vince l'utile, vince il soldo, vince il sentimento, vince il più alto gradimento?
Tra legami e rinunce tu ti fissi un traguardo e tiri dritto. Oppure saltelli da un punto all'altro e giochi con l'ascensore dell'intensità.
Facile e diabolico il gioco dell'insoddisfatto e patologico penitente, colui che fa della certezza d'essere sempre lontano da quel che davvero conta il suo constatare quotidiano.
Sorridente chi invece non pensa all'orizzonte e si ferma ad osservare non molto oltre la sua fronte.
Ma attenzione, a farsi sempre precedere si finisce col recedere.
Accovacciandosi nella più confortante delle file si abbandona il senso dell'orientamento, ci si lascia definitivamente a testa bassa e ci mette in processione...
sabato 4 luglio 2009
Nella rete
giovedì 25 giugno 2009
Uscita d'emergenza

Nostalgia d'una sala buia mai vissuta. D'una oscurità totale mai assaggiata.
Quelle precauzionali e doverose vie d'emergenza, segnali luminosi d' ormai insopprimibile e legittima accortezza, sempre là a ricordarci che in caso di pericolo c'è un'uscita già tracciata al proprio problema (incubo o trauma che sia), limitano la nostra capacità d'immersione in un mondo altro e ci consegnano alla fruizione d'uno spettacolo che si nutre d'un patto meno rivoluzionario e più mediato tra opera e fruitore.
L'abbandono ad un'altra dimensione può esserci ancora, ma l'esperienza che ci attraversa adesso ha confini spazio-temporali ben fissati, ha ai lati dello schermo corridoi predisposti ad una ordinata fuori-uscita da quella che non ci è dato più credere come un'altra realtà possibile.
E non c'è più traccia di quella bramosia entusiasta, di quel perdersi nella cecità volontaria in cui, in tempi di minor prudenza e superiore passione, ci si inoltrava gloriosi e senza freni.
