domenica 6 gennaio 2013

RI-SCUOTERE


Riscuotere tempo agli accomodanti

Dite a chi passa a ri-chiedere
che non ci sono
che ci sono stato troppo a lungo
e che adesso non ci sto più

ditegli di accomodarsi
che non ci sono
che ci sono stato troppo poco
e che adesso non ci sto ancora

ditegli di andarsene
che non ci sono
che forse un tempo ci sono stato
e che adesso non so dove trovarmi

(è sempre da chi è già scosso che gli esatti e i regolati vanno a riscuotere. Passano a scrollargli il capo, a svuotargli lo stomaco, a sottrarne risorse. Poi si dirà che è per forza di cose che è dallo scosso che parte la riscossa)

venerdì 28 dicembre 2012

TRENTAQUATTRO


Il miglior numero civico degli ultimi anni ha traslocato per permettersi più decibel e corpi. Qui si soffoca di festa sottoterra tanto quanto a cielo aperto. Riflusso di in-conscenza spunteggiaturato. Ci si strattona forzatamente nel limbo del post-scontrino - dannati dell'abbeveraggio notturno – e il bancone è un lido lontano. Buon nasale mi augura il chitarrista che festeggia il decimo anniversari del suo post-it dal pedigrin. Poi lei forse la conoscevo ma senza nome o con qualcuno di troppo in mezzo per capirlo appieno. Veniva di ritorno da un'altra città e di certo un'altra vita s-passata ora sarebbe un segno d'imbarazzo il salutarci e poi basta nient'altro da poter dirci perché non ci ricordiamo chi siamo (stati) fino ad oggi e chi dicevamo d'essere quel tempo là. Oh, sussurrano da dentro, ma dove sono le donne dei bei tempismi andati?! Equipaggiati per il bel maltempo che fu, si sta accaldati e svestiti vista la primavera natalizia campi gialli in fiore e sedie sdraio su in terrazza. Sgomitando s'accostano le guance si tamponano i bicchieri non c'è tempo nemmeno per un resoconto poiché la folla spinge e ti porta via mentre tenti di fermar il passo. Pensa che svolta un ascensore orizzontale trasportatore di corpi schiaccia-ostacoli tapis roulant per criceti con barba tacchi e capelli. A lui vorrei parlar dell'album del video la promozione come si fa a far cantare gli specchi e farli piangere? A lei vorrei chieder come mai abbia scelto di stringerle la mano per un secondo in più. Chi adesso ha più capelli grigi alzi la mano, con lui chi pensa d'aver superato il limite di velocità del pensiero. Lo sguardo rapace di chi, abbandonato ogni legame istituzionalizzato, ora si butta nella mischia, cerca prede senz'annuncio. Chi chiude prima i conti con se stesso per poter esserci. Prospettive di gioia urlanti sull'uscio. Gli impacchettati d'abiti sono pregati di restar lontani dalla calca, dalla carica di nuove generazioni quelle che non si spogliano perché son già nude quelle che non si accaldano perché non si emozionano. Riccioli dispersi appena dopo l'abbraccio inaugurale. Volevo fargli gli auguri ma troppagente l'ha negato. Poi la banconista gioiosa con scaldacollo a stringer la chioma incolta fugge altrove d'un entusiasmo repentino e dimenticante della compagnia, mentre Fed adesso fa il baby-sitter fino al prossimo parto. Fai bei sogni si legge a occhi chiusi. Poi rincarare la dose solo di sbadigli. Un principio d'abbandono. Un luogo non vale un altro. Qui, nella comodità della rimpatriata, c'è anche il tempo di pensare a quel che scrivere e a tra-de-scriver quel che si è dis-pensato. Il campo di battaglia è il fortino della lingua, piena di aculei la sua corazza, pieno di buchi la sua maglia dissennata. Sono solo istantanee ribelli alla concatenazione significante. Istanti consegnati all'impossibile banco segni-pegni del tribunale alcolemico di fine anno. E ancora, se mi ricordo tutte queste cose forse non c'ero.  

domenica 7 ottobre 2012

ERRORISTA

Essere un errorista, terrorizzare il giudizio, disinnescare la strategia, eludere la previdenza
Teorizzare l'errore, farne il miglior cattivo uso quando occorre, della sua potenzialità incendiaria premunirsene per ogni valicamento semantico.
Ci si cade dentro, in questo occorrente necessario della distorsione si fa esperienza dello scarto dall'ovvio della norma.
Errare in oltre e oltretutto, in tutta la polisemia dell'essere (venuto meno alla prudenza)


venerdì 28 settembre 2012

IL SUO POSTO




Il suo posto nel mondo
giocatore espulso
squalificato
in esilio psico-fisico
non arruolabile

Il suo posto senza mondo
essere in fuori gioco
oltre la passione
in fase di stallo
riserva mentale



Ricordando MGrande, l'acquisto di piacere scaturisce dalla contravvenzione alla regola, e finanche dal disconoscimento della “costanza del reale” che garantisce la permanenza delle regole.


mercoledì 26 settembre 2012

L'ASSETTO ANTI-SOMMOSSA


Un tentativo di decapitazione simbolica.

La caduta del potere: un esempio concreto. Chi colpisce verrà colpito. (dalle macchinazioni del tempo, se non da quelle improbabili del destino). Al limite dello spettacolo della rivolta massmedializzata seppur rabbiosa, tra flash partecipaci e bollori civili che surriscaldano la pace, il simbolo dell'asservimento (conscio o insconscio, per spirito patriottico o per necessità di sopravvivente tasca piena) a quel potere che ci condanna a dichiarazioni di debiti è preso di mira, abbattuto, umiliato in tutta la sua uniforme solitudine.
L'assetto anti-sommossa dell'anima conduce solo ad un appiattimento del vivere su miseri canali eterodiretti.
Non corrompete ancora i sorrisi dei bambini con i sotterfugi ipocriti di quell'imbellettato porcile che recita il ruolo di nostro rappresentante.



lunedì 17 settembre 2012

RIEMPIRE LO SPAZIO



Spettri visivi. Spiriti nervosi e filiformi in cerca d'un corpo - del proprio forse - muovendosi in uno spazio tempo lattiginoso, senza forma, senza margini, sulla via del candore definitivo, in liquefazione. Riempirlo questo spazio-tempo gravido di luce liquida, per non subirne troppo a lungo la tentazione d'affondarci dentro. Verticalità in conflitto, in liquidazione, fino all'abbandono. L'affollamento è il surrogato della pienezza.

Riempire lo spazio attraverso il vuoto o per mezzo di quei promessi cadaveri umani in lotta per stare a galla in quel bianco magma solitamente noto come inconscio. Annerire la casella alla quale destini la tua risposta.

In un rocambolesco avvicendarsi, ciò che ci dà l'impressione dell'assenza (la luce bianca) è in realtà il sintomo della completezza: la presenza contemporanea di tutte le lunghezze d'onda visibili.



FILL UP THE SPACE from Salvinsa on Vimeo.

domenica 9 settembre 2012

CI LANCEREMO




Fotograferemo il nostro mare
lo stamperemo in formato gigante
lo appenderemo al muro

Sarà allora arrivato il momento di tuffarci
ci lanceremo ad occhi chiusi contro il muro
troveremo l'acqua rompendoci il cranio
troveremo la libertà