
Arrugginito e malconcio, ecco il segnale, oggi assai dimenticato, su cui si fondava la nostra cara democrazia.
Cantiere in de-costruzione
Avviso agli esistenti, quelli valenti e quelli inconsistenti.
Saranno deviate già dalla nascita tutte quelle vite che, volenti o nolenti, s'affacceranno al mondo attraverso l'altrui mediazione;
Saranno chiuse al traffico per questioni di disordine pubblico le vie d'accesso alla verità.
La circolazione verrà limitata ai percorsi indicati dagli esponenti del potere.
È ribadito il divieto di stazionamento nei pressi dei maggiori snodi di conoscenza.
L'accesso al sapere è e sarà circoscritto agli spazi cerebrali deputati e prescritti.
Chi trasgredirà le suddette assolute condizioni sarà considerato pericoloso libertario.
Ogni abuso di pensiero verrà punito a norma di legge o a regola d'arte.
Lo ripetette più volte sperando in un repentino ritorno alla normalità, ma poi, sopraffatta dalla disperazione di chi non conosce il binario verso il quale destinare la propria vita, si mise fragorosamente a piangere.
Scusa ma che droghe usi a prima mattina per ridurti cosi??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????
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...ipnotizzato da questa tua favolosa distesa di punti interrogativi, quasi un campo minato (che poi l'interrogarsi è sempre un congegno da disinnescare con cura)..mi chiedo di quale riduzione mi parli...ai minimi termini? all'osso? in fin di vita?
O parli d'un “come ci siamo ridotti” (tra il graffiante il compiacente, l'ammiccante ed il provocante) che implica sempre una unità da cui partire per la misurazione. Da quale unità tu parti? quale gerarchia hai scalato per dirmi di vedermi ridotto?
O pensi ai pezzi di cui sono composto, dai quali d'un intero intellegibile è difficile prender visione e comprensione?
O infine, ridursi al silenzio.
La mia droga si chiama Alice
C'era una pattuglia di carabinieri all'ingresso della chiesa. Qualcosa di insolito s'era compiuto.
Gesù aveva deciso di vendicarsi.
Di farla finita con la coazione a ripetere, con il risorgere a vuoto, con il recitar quell'immolarsi annuale, modello inascoltato di sacrificio e rinnovamento.
Risorgendo, in questa occasione Gesù si era diretto con immediatezza verso quel Giuda che l'aveva portato in croce e che ora stava seduto in platea ad ammirare lo spettacolo. Con decisione aveva scelto di pugnalarlo. A più riprese e con forza.
E poi per far si che si risvegliassero anche gli altri presenti e assenti, aveva iniziato a rincorrere ogni fedele spettatore che gli capitasse a tiro, ferendone la carne, a memoria perenne segnandone la pelle con lama affilata.
Non un gesto irrazionale e condannabile, quello del Cristo, ma un nuovo atto esemplare, di segno opposto, per far si che tutte quelle anime prostrate all'accettazione del sacrificio, alla sottomissione, a quell'assurdo “render grazie al padre” agente di morte, possano finalmente prendere coscienza della loro passività e reagire di conseguenza.
Legge uno ad uno – ed ogni volta gli stessi – quegli annunci colorati fatti di numeri da chiamare ed urgenze alle quali rimediare: ditte traslochi, imprese di pulizia, agenzie immobiliari.
Tiene gli occhi fissi su quegli adesivi e consuma lentamente la sua sigaretta.
È in lui la quiete terribile di chi non sa cosa fare, o quella piuttosto di chi risolutamente abbia nominato lo spazio antistante un gran cassonetto come inedito luogo elettivo di moderata meditazione quotidiana.
Lo spazio ed il tempo in cui è da cercarsi un disperato impegno che – esauritosi il tabacco e gettato al sicuro il mozzicone – si continua tuttavia a non trovare.
Mediatico e già mediato flusso di coscienza. Il terremoto del linguaggio è ancora a (v) venire. Contingentare le forze. Unirle. Disunirsi alla ricerca delle stesse. Unire anche tutti i forse. Sforzarsi di pensare al bene del prossimo. Non restare a guardare. Non guardare andrebbe già meglio. L'Aquila anno zero. Unirsi per superare la tragedia. Tono minore se pensiamo alla Palestina, evento immane in casa nostra. Chiamarsi a raccolta. Ritrovarsi volontari. Riscoprire un senso comune. Un interesse nazionale. Distruzione occasione di rinascita. Ripartenza. Ricostruzione. Fare meglio di prima. Crollare per poi ritrovarsi nudi. Nascere ancora: venire alla luce in mutande. Piangendo. Lo sciame sismico e quello d'opinione. Che la terra si apra e si mangi tutti gli uomini in poltrona con le loro pre-visioni, prevenzioni, illusioni. Raccogliere fondi e ritrovarsi a fondo. Avrei voluto raccogliere le mie illusioni prima che crollassero. Avrei dovuto recuperare i miei pensieri prima che diventassero polvere. Fare i conti senza rendersene conto. Non contare più niente. Non avere più niente su cui contare. Imparare dal non dar nulla per scontato.
La terra trema e poi anche strema. Abituarsi alla scossa. Andare alla riscossa. Ripetersi. Uscir nudi. Venir fuori un'altra volta. Dirlo ancora una volta. Estrema soglia e spartiacque della vita, il ritrovarsi con il nulla tra le mani. Le macerie sono quelle d'una mente stanca.